Juventus-Real Madrid “PIAZZA SAN CARLO” Torino

Carissime e carissimi,

ho sempre pensato che stare in mezzo a tante persone non fosse un problema, anzi, un piacevole divertimento. Per molti anni sono stata a concerti, eventi, feste in Europa e, mai e poi mai, avrei pensato di trovarmi in difficoltà nella mia Torino. Cos’è cambiato oggi?

Un sabato come un altro, dove si decide di fare qualcosa di diverso perché chissà quando ricapiterà l’occasione di vedere in piazza San Carlo la Juventus sul maxi schermo che si gioca la Champions.

Io non sono una tifosa sfegatata, simpatizzo Juve da sempre, mi era sembrata un’idea carina per trascorrere un sabato sera diverso dal solito.

Durante il primo tempo la folla di tifosi era “carichissima”, il primo goal ha trasformato la piazza: urla di gioia, trombette, fischi, fumogeni colorati e tanta euforia.

Poi il secondo tempo, due goal del Real Madrid e il tifo diventa protesta e sconforto…

In men che non si dica mi sono sentita travolgere e trascinare. Poi un rumore assordante come quello di un camion… di un treno…, mi ha spiazzato. Il sentirsi trascinare, il vedere tutti scappare ma il non sapere da cosa, mi ha spinto a correre. Sono caduta ma per fortuna non ero sola; il mio compagno mi ha aiutato a rialzarmi e spinto a salire su una colonna di una chiesa, al riparo dalla folla impazzita.

Siamo riusciti a scappare così da evitare il peggio.

Di fronte a noi, il disastro. Gente che correva e urlava, ferita, sanguinante. Mi sembrava di guardare il telegiornale in tv e invece era reale. Era Torino.

Nessuno sapeva darci spiegazioni, ci siamo aiutati a vicenda perché anche se sconosciuti eravamo tutti sulla “stessa barca”. Questa solidarietà che è scattata mi ha colpito molto, nonostante il panico abbia spinto la folla ad ammassarsi, calpestarsi, senza un reale pericolo, in realtà molti di noi ragionavano eccome ed hanno potuto aiutare chi era stato meno fortunato.

Il Mondo è cambiato da quando il terrorismo è parte delle nostre vite, perché per quanto penso che a me non accadrà mai nulla, rifletto con la coscienza che nelle nostre città europee sono morti molti di noi, senza un perché, senza un motivo, ma a causa di una pura follia che definiamo terrorismo. Mi dico tutto cambia e purtroppo non sempre in meglio. Spero in un futuro migliore, dove si possa di nuovo viaggiare, esprimersi, festeggiare liberamente: dove il cambiamento sia quello verso un avvenire più generoso.

L’immagine di centinaia di scarpe, magliette, zainetti, bandiere sparse per la piazza, urla, persone sanguinanti, terrorizzate non la dimenticherò mai, come la sensazione di impotenza di fronte al terrore e panico che purtroppo è diventato parte dei nostri giorni.

Sono certa che riusciremo a ritornare padroni della nostra libertà.

A presto…

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