Qualche sera fa io e la mia amica Marta siamo state da GAAF a Torino a mangiare il gelato di Enrietto, più precisamente il latte a gelato.

Ma partiamo dall’inizio: io non conoscevo il latte a gelato di Enrietto (ma ora che l’ho assaggiato, difficilmente ne farò a meno). Marta, invece, lo conosce da tempo e me ne aveva parlato tantissimo. Me lo aveva decantato talmente tanto che appena mi ha detto: “Sai che Enrietto ha aperto a Torino?” ero già pronta per uscire e assaggiarlo!

GAAF si trova in via Giolitti 16 a Torino, ed è gestito da Andrea e Francesca, due fratelli che hanno intrapreso questo percorso in un bellissimo locale del centro, facendo diventare il latte a gelato l’ingrediente principale da servire ai clienti.

Abbiamo incontrato Giovanni Enrietto, che ha appunto inventato il latte a gelato di cui vi voglio parlare. Si è gentilmente seduto al tavolo con noi e ci ha raccontato tantissime cose: la sua passione e i suoi studi di ingegneria, la sua vita passata ad aiutare i genitori nell’attività di ristorazione fin dagli anni ’60, per poi prenderne in mano la gestione personalmente negli anni ’80, fino all’apertura del ristorante “Enrietto” a Prascorsano (TO).

 

 

Ma, è all’inizio degli anni 2000, che prende forma il progetto innovativo che ci ha permesso di assaggiare le sue prelibatezze poche sere fa. Quasi per caso, Giovanni ha sperimentato la sua curiosità di ingegnere su un vecchio mantecatore. Ha fatto tentativi e apportato modifiche, adattandolo piano piano alle sue esigenze per mantecare il latte alla giusta temperatura, in modo da essere lavorato a piacere e reso della consistenza del gelato.

La particolarità di questo prodotto, infatti, è che viene semplicemente mantecato in modo naturale con l’aggiunta di poco zucchero. Non sono previsti addensanti di nessun tipo e, per far assumere al latte la consistenza tipica del gelato, viene portato ad una temperatura precisa (segreta, naturalmente) e poi abbattuto all’interno delle macchine, grazie a un processo di mantecazione particolare. Non si formano quindi i cristalli di ghiaccio e ritorna ad essere semplicemente latte puro, se lasciato sciogliere.

Sono possibili infiniti modi di abbinamento ed è tutto elegantemente esposto davanti a noi, ma ci siamo lasciate consigliare dall’esperienza di Giovanni senza mai dire un solo NO.

 

Per cominciare, ci è stato servito al tavolo il gelato appena fatto. Il modo in cui viene servito e adagiato sul piatto è molto scenico e rende perfettamente l’idea del detto “anche l’occhio vuole la sua parte”.

Non ci siamo fatte pregare e abbiamo assaggiato tutti gli abbinamenti proposti: siamo partite con la frutta fresca (fragole, lamponi e mirtilli), per passare alle pesche con amaretti, la composta di sottobosco, le pesche e albicocche spadellate. Non sazie, ci hanno preparato sul momento (e soprattutto davanti a noi) lo zabaione caldo e la cioccolata calda da versare direttamente sul gelato nel piatto.

Abbiamo concluso con una selezione di torte fatte in casa ogni giorno, che ha aggiunto, se ancora ce ne fosse bisogno, quel tocco di genuinità che solo una grande attenzione alla scelta degli ingredienti e alla qualità delle materie prime riesce a dare.

Abbiamo accompagnato la nostra degustazione, sempre dietro l’esperto consiglio di Giovanni, con un calice di Loupiac del 2010 (io) e di Chateau Manos del 2014 (Marta). Chi mi conosce sa che non mi intendo per niente di vini, ma fidatevi, erano buonissimi!

Sono rimasta davvero colpita da questa esperienza, del tutto originale, ma soprattutto dai racconti di Giovanni. Abbiamo potuto godere di un prodotto ottimo, frutto di anni di dedizione, di studio delle proprietà delle materie prime, di decine (forse centinaia) di tentativi e di adattamento progressivo dei macchinari per raggiungere il risultato desiderato. Sì, perché ancora non vi ho detto che Giovanni ha costruito e brevettato da solo il mantecatore che viene utilizzato per la lavorazione del latte!

Nessuna delle foto che avete visto rende giustizia alla magia del latte a gelato!

Mi sento di darvi un ultimo, ma importantissimo consiglio: quando decidete di andare a fare una degustazione del latte a gelato di Enrietto da GAAF a Torino siete pregati di presentarvi a digiuno! Godetevi la degustazione e divertitevi con gli abbinamenti. Mi ringrazierete, ne sono certa!

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