L’importanza della Disostruzione Pediatrica

Ci sono cose che fanno tanta paura alle mamme ed ai papà e che, spesso, rappresentano un vero e proprio trauma difficile da superare nel caso in cui capitino una volta.

Una di questa cose, che sono certa accomuni tutti voi che state leggendo, è la paura del soffocamento dei bimbi durante il pasto (ma non solo), che attanaglia principalmente i genitori alle prese con la fase dello svezzamento… ed aggiungerei, soprattutto, se si tratta del primo figlio.

Ammettiamolo… i secondogeniti possono godere di genitori più esperti e, di conseguenza, spesso meno apprensivi.

Fermo restando che “svezzamento” può voler dire tante cose e può essere vissuto in modi diversi da quello standard (cosa di cui parleremo in un prossimo futuro), in linea di massima esso rappresenta il momento in cui il bimbo inizia ad assumere cibo diverso dal latte materno o da quello artificiale.

Considerando che lo svezzamento inizia intorno ai 6 mesi, i bimbi così piccoli quasi sempre non hanno denti per masticare e tutto ciò che non è liquido verrà o ingerito direttamente o masticato con le gengive.

Credo che il 99% dei genitori possa riferire che, almeno una volta, il proprio figlio “stava per soffocare” con un pezzo di pane o di carne, oltretutto alimentando inutili sensi di colpa per non avere vegliato a sufficienza quel momento.

Facciamo una precisazione.

I bimbi piccoli hanno un meraviglioso, spiccato meccanismo di difesa che si chiama “riflesso faringeo”, ossia quello stimolo del palato molle o della parte bassa della lingua che provoca il tipico conato. Soprattutto se dura alcuni secondi, questo spaventa a morte i genitori ma è proprio ciò che impedisce ai corpi estranei di penetrare la gola. Nel bimbo che si sta avvicinando ai cibi solidi e sta prendendo confidenza con gusti, forme e consistenze nuove, questo conato non vuol dire che il bimbo sta soffocando ma che si sta “difendendo” (e vi dimostra che la sua meccanica funziona benissimo!).

Sembrerà strano ed impossibile da sopportare, ma in questi casi bisogna frenare l’istinto di liberare la gola del bimbo con le proprie dita (cosa che potrebbe, anzi, provocare più danni che benefici) e, semplicemente, lasciarlo fare, in modo da permettere che il bimbo possa espellere da solo il boccone molesto. E lo farà. Sì, lo vedrete rosso in viso, lo vedrete in difficoltà, vi sembrerà di morire dalla paura ma attendete qualche secondo ed il vostro piccolo gestirà da solo questa cosa.

Non vorrei ripetermi, ma tutto ciò che scrivo l’ho provato sulla mia pelle e, mentre con Peste 1 andavo nel panico e facevo tutto ciò che non avrei dovuto fare (dita in gola, pacche sulla schiena, “amore di mamma guarda in alto”…) con Peste 2 ho tirato fuori tutta la razionalità ed il sangue freddo che possedevo ed ho messo in pratica i consigli di cui sopra.

Ma, dato che purtroppo la vita non è sempre tutta rose, fiori e unicorni coccolosi, capita a volte che l’emergenza ci sia realmente, con bimbi piccoli o grandicelli, e non soltanto con il cibo ma anche con qualunque altro corpo estraneo.

In questo caso, la cosa migliore è farsi trovare preparati a gestire l’evento con consapevolezza.

Per questo motivo consiglio a tutti i genitori di frequentare un corso di disostruzione pediatrica delle vie aeree, dove imparerete le manovre fondamentali da mettere in atto (a seconda anche dell’età del bimbo) in caso di effettivo rischio di soffocamento.

Esistono numerose associazioni che organizzano (anche gratuitamente) questi corsi. Personalmente ne ho frequentati un paio della durata di poche ore con Salvamento Academy ma, volendo, ne esistono di più strutturati.

Vi lascio alcuni di link per iniziare la vostra ricerca ed approfondire l’argomento:

https://www.cri.it/manovresalvavitapediatriche

http://www.salvamentoacademy.it/

http://www.trentaore.org/disostruzione/

A questo link trovate dei consigli interessanti per una sana prevenzione:

http://www.trentaore.org/blogger/morte-soffocamento-consigli

Dopo aver frequentato questi corsi, ed aver preso conoscenza di quanto sia importante un intervento consapevole in casi di emergenza, il mio auspicio è che questi corsi possano un giorno diventare obbligatori per tutto il personale che lavora quotidianamente a contatto con i bimbi e che possano essere inseriti periodicamente nei calendari delle attività promosse dalle scuole, dagli ospedali e da tutte le Associazioni che si occupano di maternità e puericultura.

Mamme, papà, qualche ora della vostra vita dedicata ad un corso di disostruzione sarà uno dei vostri migliori investimenti!

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