Carissime e Carissimi,

non sono solita scrivere su fatti di cronaca, ma come Donna mi sento colpita dalle dichiarazioni pubblicate su facebook dal mediatore culturale Abid Jee (se così si può ancora definire) della cooperativa Lai-Momo di Bologna (dalla quale, a quanto dicono le ultime notizie, è stato sospeso) dopo lo stupro avvenuto in riviera nella notte tra venerdì e sabato scorso:

“lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio (…) poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”.

Le parole utilizzate dovrebbero essere quelle che ho riportato essendo copiate dagli screenshot della sua pagina facebook attualmente bloccata. Ci sono molte versioni sul web, ma poco importa perché il contenuto è comunque orribile.

Sono rimasta scossa dall’atroce e ingiustificabile atto da parte di quattro “bestie” avvenuto sulle nostre spiagge ed ancora più dopo aver letto le parole di quell’individuo a cui noi avevamo attribuito il ruolo di mediatore tra culture.

Abid Jee si è scusato pubblicamente con le seguenti parole “Io vi chiedo scusa, perdonatemi. La verità è che tutti attaccano gli immigrati”; ciò mi fa pensare che non si renda conto della gravità di quanto pubblicato e che dietro quelle parole, purtroppo, ci sia molta leggerezza.

Se oggi alla Donna è riconosciuto un Valore lo dobbiamo alla nostra storia che non può essere, e non deve essere, cancellata o dimenticata da persone dotate di poca intelligenza. Persone che, a quanto pare, non sanno neanche che le Donne sono degli esseri viventi. Persone che giustificano chi disprezza, violenta e uccide. Forse un giorno avranno una famiglia, una moglie ed una figlia, e faranno i conti con la loro coscienza. In fondo, ancora ci spero che Abid Jee abbia compreso la gravità di quanto scritto, perché tutto ciò è una mancanza di rispetto nei confronti di noi Donne, ma anche del genere umano.

Mi auguro che le vittime non leggano mai quanto da lui pubblicato perché credo che sia come essere violati una seconda volta.

Ricordiamoci che è sempre più diffusa l’idea che “ce la cerchiamo” quindi non siamo più libere di circolare in gonna, pantaloncini, vestitini, costume oppure di uscire di casa di notte da sole o di recarci in spiaggia, o in altri luoghi pubblici ma isolati, perché la nostra Italia, il nostro bel Paese non è più sicuro.

Quanto sopra scritto è la mia opinione personale, chiunque volesse replicare è libero di farlo.

 

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