Oggi avevo pianificato un articolo diverso, ma un piccolo episodio del mio quotidiano mi ha fatto cambiare rotta e venir voglia di condividere con voi le mie emozioni.

Un paio di sere fa Peste 1, la mia “quasi-7enne”, prima di addormentarsi tra coccole e chiacchiere, si è girata dicendomi: “Mamma, posso dirti una cosa? Lo sai che io credo a tutte le cose fatate? D’altronde, se abbiamo la nostra folletta che lascia le sue orme luccicanti per casa (è una lunga storia che vi racconterò in futuro) le cose magiche esistono per forza… non solo le cose brutte dei telegiornali…”.

La mia risposta è stata la più istintiva possibile: “Fai bene a crederci amore mio, il mondo è pieno di persone buone e di cose belle. Tu impara a riconoscerle e sarai felice. Le fate mettono la loro magia in moltissime cose…”

 

 

Per quanto stupido possa sembrare, la “confessione” della mia bimba mi ha fatto commuovere proprio tanto.

Un po’ perché lei, solitamente, è più restia alle confidenze, un po’ perché mi sono resa conto di quanto sia importante difendere e preservare i bambini e la loro visione del mondo. E a volte crederci un po’ anche noi.

Peste 1 mi ha dimostrato, ancora una volta, che i bimbi hanno le orecchie molto più tese di quanto crediamo, che alcune notizie non passano loro inosservate. Tante volte mi sono ritrovata a dover spiegare certi fatti di cronaca, ma la magia della visione del mondo di una bimba è infinitamente più potente. E questo va coltivato.

Le persone, da 0 a 99 anni, possono decidere come vedere il mondo, se stare dalla parte di quelli che “è tutto uno schifo” o se affrontare la vita guardando al rovescio buono della medaglia.

Peste 1 è ancora “piccola” e vede il mondo con la “magia delle fate”. Un domani, quando sarà più grandicella, spero diventi “la magia del pensiero positivo”. Oggi come nel loro futuro… un atteggiamento costruttivo ha un valore inestimabile e rappresenta un’arma fondamentale per difenderci dal brutto.

Ecco, nel bagaglio di vita che auguro alle mie figlie di costruirsi, spero ci mettano un po’ di quello a cui io sono arrivata negli anni, dopo alcune difficoltà, sofferenze inaspettate, ma anche infinite gioie: la capacità di riconoscere ed apprezzare in primis il “buono”, di essere resilienti, di non vergognarsi mai di essere persone positive e sorridenti, di non curarsi di chi le definirà “ingenue” o “troppo buone”…

… e di continuare a credere nelle cose fatate, sempre!

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