Però è bella! di Anna Prevosto (Puntata 2 di 3)

Stella si è fatta una doccia, tra un po’ arriverà Walter a prenderla e lei è un po’ in ritardo; deve ancora asciugarsi i capelli, vestirsi e truccarsi. E’ uscita dal bagno, i capelli raccolti in un asciugamano, a mo’ di turbante. Passa davanti allo specchio, si ferma un attimo, distrattamente. Si leva l’accappatoio, si volta un po’ di tre quarti, forse è un po’ ingrassata…ma no, non è vero…avvicina il viso , scosta una ciocca che le è scesa sulla fronte, si allontana serena, soddisfatta e un po’ eccitata al pensiero che dovrà iniziare a pensare all’abito, ai fiori, all’acconciatura, a tutte quelle piccole o grandi cose che fanno parte dei preparativi delle nozze. Libera i capelli dall’asciugamano, li friziona con le mani. Non sono né lisci né ricci, una via di mezzo, sono tanti, tantissimi, prova a tirarli su, improvvisa uno chignon laterale, no, non va bene, son troppo pesanti, dovrà pensare a qualcos’altro, magari un’acconciatura che non le metta troppo in risalto il naso, ne parlerà con la sua parrucchiera, che è bravissima. Il tempo fugge velocemente, Walter è alla porta e lei e ancora lì che deve decidere cosa indossare per uscire. E’ sempre così, non sa perché ma è sempre nelle curve…

-Presto, siamo in ritardo! Walter, hai trovato il fermacravatta? E i gemelli di papà? Li hai messi? Sai quanto ci teneva! Queste maledette scarpe non vogliono entrare…ho i piedi gonfi e mi fanno un male…non voglio pensare a come saranno stasera…Marghe, come sto? Va bene il vestito? Il cappello è a posto? Cosa dici, devo tirare su la veletta o la lascio giù? Se poi mi devo asciugare gli occhi, vorrà dire che la tirerò su…Walter, ci sei? Vuoi mica che la sposa arrivi prima di noi?!

-Eccomi, sono pronto. Allora? Sono abbastanza elegante?

-Sei perfetto…il mio bambino…

Una lacrima costringe Miriam a sollevare la veletta .

-Dai, mamma, vieni qui… ti voglio bene.

Walter l’abbraccia ed è come se avesse dato il la a sua madre, che prorompe in singhiozzi irrefrenabili.

-Il mio ragazzo…il mio bambino…sei proprio deciso? …pensaci bene, sei ancora in tempo!

-Mamma, ma che dici?! Vieni su, che facciamo tardi sul serio…

Fuori dalla chiesa si sono già riuniti gran parte degli invitati; dentro, le signore più anziane hanno già preso posto e ogni tanto guardano verso l’ingresso spiando l’arrivo degli sposi. E’ una splendida giornata di giugno, calda e ventilata.

Walter ha deciso che aspetterà Stella sul sagrato, in cima alla scalinata. Miriam non è tanto contenta, dovrà aspettare in piedi lì fuori fino all’arrivo della sposa e i suoi piedi già gridano vendetta…

Passano i minuti, dieci, quindici, mezz’ora, parte degli invitati cominciano ad entrare e a prendere posto, stanchi dell’attesa. Walter, sotto il sole, sta cominciando a sudare copiosamente, mentre cerca di allentare la tensione scherzando con i testimoni.

Dopo tre quarti d’ora di attesa, Miriam ha dovuto arrendersi ed è andata a sedersi, con le estremità ormai fuori uso. Fra gli invitati serpeggia un certo disagio, i bambini, spazientiti, corrono su e giù per la navata, mentre i genitori rinunciano ormai a trattenerli. Tutti chiacchierano ad alta voce . Maligno, uno zio dello sposo commenta: – La sposa si starà facendo bella…ma è del tutto inutile…è un’impresa persa in partenza!-

Il sacerdote cammina avanti e indietro, con la tonaca svolazzante, minacciando di andarsene a causa di successivi impegni canonici.

Finalmente, eccola … Stella arriva sorridente, apparentemente ignara del mostruoso ritardo. Non scoppia ironico l’applauso per pura educazione. Miriam non ha più parole.-L’avevo detto io, l’avevo detto – mormora come un mantra.

Walter, sollevato, l’accoglie e la cerimonia ha inizio.

 

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