Sanremo è sempre Sanremo

Sanremo è sempre Sanremo,

ma al di là della classe dei conduttori, della voce inarrivabile di Baglioni, della bravura da mattatore di Favino e delle “mise” della Hunziker (Ferretti, Moschino, Trussardi e Armani, ma con un fisico così vinci facile e copri persino la tua simpatia) ha colpito molti, nella serata dei duetti, il testo recitato da Simone Cristicchi prima dell’inizio dell’esibizione di Ermal Meta e Fabrizio Moro con la canzone che avrebbe poi vinto il Festival: Non mi avete fatto niente.

Il testo è lo stralcio di una lettera firmata da Antoine Leiris, marito di una delle vittime della strage del Bataclan, il locale di Parigi in cui il 13 novembre 2015 persero la vita 90 persone a seguito di un attacco terroristico.

La lettera, indirizzata ai terroristi, fu pubblicata su Facebook il 17 novembre del 2015:

Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionalel’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa”.

L’ho vista stamattina finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio“.

A tutto questo, difficile anche solo da pensare, figurarsi scriverlo e pubblicarlo, in mezzo al nostro tempo fatto di guerre tra poveri, razzismi e violenza assurda, posso aggiungere soltanto le parole di un altro uomo, vittima lui stesso di quell’odio che non vuole tutti gli uomini uguali:

“L’oscurità non può scacciare l’oscurità; solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio; solo l’amore può farlo” 

Martin Luther King Jr.

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