La Psicomotricità

Psicomotricità è un termine di cui spesso si abusa e che sovente viene inteso in modo inappropriato.

Oggi vogliamo snocciolare il tema grazie all’aiuto di Isabella Risso, laureata in Scienze dell’Educazione, Psicomotricista, titolare di una Scuola di Danza.

Isabella, da lungo tempo, insegna danza ma la sua formazione e la sua esperienza negli anni non si è “limitata” (per così dire!) a questo.

Ci siamo conosciute grazie ad un Laboratorio di Psicomotricità da lei tenuto ai bimbi della scuola Materna di Peste 2. La piccola mi raccontava con entusiasmo dei vari incontri e, quando alla fine del Laboratorio Isabella ha presentato a noi genitori il risultato del lavoro, ho capito da dove provenisse l’entusiasmo dei bambini.

E così è nata l’idea di questo articolo, nel quale ho però voluto coinvolgere direttamente Isabella.

Isabella, partiamo dall’ABC: ci spieghi che cos’è la Psicomotricità infantile?

“La pratica psicomotoria si occupa della globalità del bambino e mira al suo sviluppo psicologico attraverso la via senso-motoria; per globalità intendiamo l’unione permanente tra mente e corpo”.

Quali sono i benefici della Psicomotricità per i bimbi?

“I benefici sono moltissimi: abbiamo il piacere di esplorare, di scoprire il proprio corpo, il piacere di controllare il movimento, il piacere di giocare; il bambino non gioca per imparare, ma impara perché gioca in un ambiente strutturato, con un adulto (psicomotricista) che lo conduce e osserva i suoi bisogni, partendo proprio da questi si struttura la seduta di psicomotricità. La libertà di espressione del bambino è il focus della psicomotricità”.

Ci hai raccontato che il Laboratorio tenuto ai nostri bimbi è stato un lavoro “strutturato”. Ci puoi spiegare che cosa vuol dire?

“Sì, questo laboratorio è stato proprio pensato per i bimbi che frequentano il secondo anno di Scuola Materna ed è la continuità dell’anno precedente in cui abbiamo lavorato sul corpo; quest’ anno abbiamo pensato di sviluppare la parte dei sensi attraverso giochi e di conseguenza come il nostro corpo reagisce o agisce di fronte a determinate situazioni. Sarebbe interessante continuare questo percorso e osservare come le nostre emozioni si muovono di fronte ad alcune esperienze”.

Mi riallaccio ad un discorso accennato durante il nostro incontro… come sono cambiati i bimbi nel corso degli anni dal punto di vista dello psicomotricista?

I bimbi sono cambiati moltissimo negli ultimi anni, soprattutto è cambiata molto la società in cui viviamo, tutto è molto più veloce, frenetico, ci aspettiamo risposte veloci anche dai nostri cuccioli, pertanto un bimbo che si muove in modo frenetico è solo un bimbo abituato a dei ritmi richiesti oggi dagli adulti; i bimbi hanno bisogno di essere visti, ascoltati, contenuti ma soprattutto andrebbero rispettati i loro tempi di sviluppo, di crescita. Cito questa frase di Marcello Bernardi: “Non c’è educazione senza libertà e non c’è libertà senza educazione”.

Auspicheresti l’inserimento della Psicomotricità nei nidi/scuole materne?

Assolutamente sì, sono sempre più convinta dei benefici dopo tanti anni di lavoro presso le scuole

Se un genitore volesse far fare un percorso di Psicomotricità al proprio bimbo, quali sono i criteri da valutare (se ce ne sono) per capire se l’ente a cui ci si affida (palestra, scuola, insegnante…) è “affidabile”?

Farsi raccontare qualcosa su come si sviluppa una seduta di psicomotricità, fare un colloquio con lo psicomotricista prima di iniziare un percorso; distinguere il gioco motorio dalla pratica psicomotoria.

Isabella, potresti eventualmente consigliarci alcune letture?

Eccole!

“La pratica psicomotoria” di Bernard Aucouturier

“Educazione e libertà” di Marcello Bernardi

“I bambini si muovono in fretta” di Bernard Aucouturier – Gerard Mendel

Isabella, permettimi di farti un ringraziamento doppio: uno per la tua disponibilità a questa chiacchierata ed uno per la bella esperienza che hai fatto vivere ai nostri bimbi!

A presto!

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