Spesso si dice che la blogger fotografi il cibo invece di mangiarlo. Per quanto ci riguarda, volevamo rassicurarvi che quando “se magna” noi non facciamo complimenti e ripuliamo il piatto, specialmente se si tratta di uno di quelli a cui non diresti di no nemmeno dopo il pranzo di Natale. Ovviamente, prima lo fotografiamo per voi, come tradizione vuole.

La squadra di Colletti Rosa é partita per una spedizione gastronomica. O meglio, il team non era al completo: eravamo solo in 4, ma con l’aggiunta di 2 mini “Collettine” tutto pepe, ossia Peste1 e Peste2 di cui Ivana ci parla spesso nei suoi articoli.
Dove abbiamo cenato? Da Gnoccorikò, in Via Vanchiglia, 2BIS/H a Torino, un localino super grazioso in pieno centro, a due passi dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, che ha aperto nel maggio 2017.

Abbiamo conosciuto Angelo e la sua fidanzata Erica che gestiscono il locale insieme. Angelo ci ha accolte con un calice di vino (che da sempre il benvenuto) e, in attesa che ci raggiungesse Erica, ci ha raccontato come é nata la sua idea di aprire un posto del genere nel centro di Torino, dove lo gnocco fritto non é di casa.

Qualche anno fa Angelo ha deciso di trascorrere due mesi a Modena, dove ha conosciuto una “stupenda nonnina modenese”, come lui stesso l’ha definita, che gli ha insegnato a cucinare questo prodotto tipico emiliano (attenzione, NON romagnolo).
Dopo essersi fatto svelare tutti i segreti della ricetta, è tornato in Piemonte con l’intenzione di aprire un locale dove servire il primo gnocco fritto di Torino.
L’idea, in effetti, é innovativa per noi torinesi. É vero, conosciamo ormai tutti le tigelle e le crescentine, ma nessuno ci ha mai proposto uno gnocco fritto!

La tecnica di preparazione prevede un impasto composto da tre farine (grano duro, grano tenero e manitoba) prodotte appositamente in un mulino nel Canavese e la cottura rimane fedele alla ricetta tradizionale, con l’unica differenza che viene fritto in olio vegetale invece di strutto, con lo scopo di rendere lo gnocco piú leggero e digeribile. Confermiamo che sia stata una scelta vincente, perché non avremmo piú smesso di mangiarli!

Il menu prevede per ora (e tenete a mente il PER ORA) due opzioni: lo gnocco in formato tagliere composto da 5 gnocchi e due ingredienti (salumi e formaggi combinati a piacere), e lo gnocco ripieno, sempre con ingredienti a piacere.


A noi non piace fare preferenze, quindi abbiamo provato TUTTO con abbinamenti diversi promettendoci di decretare il miglior piatto, ma ancora non ci siamo riuscite: il grande classico crudo e squacquerone non delude davvero mai, ma anche la combo ‘nduja e provola silana ci ha regalato enormi soddisfazioni!

Peste1 e Peste2 invece hanno decisamente gradito lo gnocco ripieno di (abbondante) prosciutto cotto!

Ci raccontavano Angelo ed Erica che per metà marzo é previsto un ampliamento di menu che aggiungerà alcuni piatti di carne. Nemmeno a dirlo, che li proviamo appena vengono introdotti!

Finita la cena, é arrivato il momento del dolce: selezione di gnocco fritto con Nutella (buonissimo, inutile dirlo, la Nutella sta bene con tutto) e, attenzione attenzione, con una crema al pistacchio FA VO LO SA! Me la sogno di notte!

Cari studenti di Palazzo Nuovo, mi rivolgo a voi: vi rendete conto di che pausa pranzo pazzesca potete fare da Gnoccorikò a due passi dalla sede universitaria? Peccato che dieci anni fa, quando a Palazzo Nuovo studiavo anch’io, non fosse ancora aperto un locale così!

Che dire, grazie Erica e Angelo per averci raccontato la vostra storia, per aver chiacchierato tantissimo con noi mentre facevamo man bassa dei vostri gnocchi buonissimi e per aver avuto un’idea così bella!

Ci rivedrete presto, state tranquilli!

Trovate Gnoccorikò su instagram e facebook come gnoccoriko.

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