Secondo WikipediaMoxa è un termine inglese derivato dalle parole giapponesi Moe e Kusa, che significano “bruciare” e “erba” (quindi “erba che brucia”) e che si riferiscono alla pratica di una tecnica terapeutica assolutamente originale e sconosciuta in occidente fino a qualche decennio fa. Il termine moxa si riferisce alla sostanza impiegata per effettuare la moxibustione, che consiste nel riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di ottenere la risoluzione di un evento patologico. La moxibustione è, come le altre pratiche della medicina cinese, di antichissima origine e di essa si parla già in un libro di seta, rinvenuto presso le tombe di Mawangdui appartenute alla famiglia Li Zang, risalente al III secolo a.C.Nel 2010 è divenuta, insieme all’agopuntura, Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO, inserita tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità

Mi sono sempre interessata alle discipline che permettono di curare il proprio corpo senza l’utilizzo di medicine sintetiche, e qualche anno fa, parlando con un’agopunturista, sono venuta a conoscenza della Moxibustione. Le basi sono le stesse dell’agopuntura, ma l’inizio della sua pratica trova le sue radici in tempi molto più antichi.

Anticamente la moxibustione veniva fatta con carbone di legna, zolfo o bastoncini di avorio, oggi invece si utilizzano “sigari” di Artemisia vulgaris, pianta officinale molto diffusa anche in Italia, in particolare le foglie e le radici della pianta stessa che vengono fatte essiccare per almeno due anni e avvolte in un sottile strato di carta di gelso inumidita con l’albume d’uovo, in questo modo sfruttano il calore sprigionato durante la combustione dei sigari.

Una volta accesi, la brace dei sigari viene tenuta a 2-3 cm di distanza dalle zone oggetto di trattamento, senza provocare dolore né bruciature, ma diffondendo una piacevolissima e rilassante sensazione di calore.

È sempre opportuno farsi trattare da mani esperte che conoscano esattamente i punti dei meridiani su cui focalizzare il calore e che sappiano applicare i principi di dispersione, con rotazione antioraria e per tempi brevi con cui si libera l’energia negativa bloccata in un punto, e di tonificazione, con rotazione oraria e intervalli più lunghi con cui si riempie un punto vuoto che deve essere tonificato.

Di solito la terapia viene praticata non più di 3 volte a settimana per 5-10 minuti.

Quali sono le patologie che si possono curare con la Moxa?

  • contratture muscolari
  • dolori articolari
  • dolori al collo o alle spalle
  • blocco digestivo
  • infiammazione dovuta a liquidi trattenuti
  • parto podalico

La Moxa presenta anche controindicazioni nei seguenti casi:

  • Febbre alta
  • ipertensione arteriosa
  • bambini sotto i 7 anni
  • diabete

Credo che valga la pena conoscere e farsi coinvolgere dalle discipline che, come questa, hanno una storia così antica e sprofondano le loro basi su centinaia di anni di pratica tramandata di generazione in generazione.  Lo trovo a dir poco affascinante!

Volete saperne di più?

Principi e pratica della moxa. Ediz. illustrata

Un abbraccio

 

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