Come consolare il fidanzato/amante/coniuge dopo un evento sportivo deludente

Accade a volte che, nel perdurante, inevitabile, totale monopolio maschile del telecomando, il tuo lui ti regali una pausa inaspettata, e si associ ad altri tifosi per ignoti eventi sportivi, lasciandoti finalmente in pace e tranquilla: senza urla belluine, insulti irripetibili, divano sepolto da popcorn e patatine, birre vuote ovunque e nebbia da fumo che neanche in Val Padana a novembre.

Magiche serate!

Sola coi piccoli pelosi di casa, quelli che ti coccolano senza “battertela” insomma, e puoi scegliere tra libri e hobby, tisane e ritocco alle unghie, puoi perfino fermarti da sola a pensare.

Gran regalo un pochino di solitudine, ma da dosare come il sale in cucina: il giusto dà sapore, ma troppo rende immangiabile qualunque piatto. Gli uomini servono, almeno quanto serviamo noi a loro!

Peccato che il momento duri poco. Ma se a questo si aggiunge la sconfitta della beneamata, magari pesante per quantità e qualità, allora si aprono scenari apocalittici: già si nota il passo pesante e strascicato al ritorno, e la faccia da cocker bastonato, più triste di un giorno senza Nutella.

Non si lascia dietro la solita scia di effluvi alcolici, tipici dei brindisi degli eroi vittoriosi (sindrome maschile dell’ “abbiamo vinto” contrapposta al rancore dell’ “hanno perso”), non puzza nemmeno di tabacco, non sbatte le portine della cucina, è più tranquillo di un pomeriggio su RAI 1.

Insomma, un esemplare maschile irriconoscibile, in piena elaborazione del lutto.

Come porre rimedio a tanto dolore?

Prima di tutto NON ditegli: “è solo una partita di calcio” (o una corsa, uno slalom, una partita di bocce o cosa caspita stava seguendo)! Per l’uomo tifoso NON È SOLO UN GIOCO! È una tragedia.

Pensate a una macchia sulla borsa nuova di Prada (costata un rene), o un alone sull’abitino, studiato per mesi, il giorno prima delle Nozze dell’amica del cuore (e sei pure testimone), e sarete a metà lungo la strada del suo dolore.

E pensate se alle vostre lacrime lui rispondesse: “una macchia? ma se hai l’armadio pieno”!! Roba da garantirsi per mesi l’assenza dal talamo.

La tattica giusta è un religioso, partecipato silenzio, una tazza di caffè e la promessa che forse, se fa il bravo, domani eviterà lo shopping al centro commerciale. Non sarà molto, ma vivaddio, anche se piccola, è almeno una vittoria!

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