Come evitare di cadere nel tunnel delle Serie TV – Binge Watching?

Scherzavo, è impossibile evitarlo. Io sono l’esempio vivente di una persona che ha molta difficoltà a staccarsi dalle Serie Tv che ama, anche se sono le due del mattino e il giorno dopo si lavora. E anche quando le serie finiscono, sento la mancanza dei personaggi… fino a quando non ne incontro altri che mi “prendono” ancora di più (ma questa è un’altra storia!).

Adesso vi state chiedendo, ma di cosa vorrà parlarci a questo punto?

Vi parlerò delle serie Tv che hanno segnato alcune tappe importanti della mia vita e di quelle che vi consiglio di guardare, che stanno segnando la storia degli ultimi dieci anni.

[NESSUNA ALLERTA SPOILER]

Beverly Hills 90210 viene considerata la serie cult degli anni ’90, ed è stata la mia prima volta ed il mio primo amore verso questo genere di programma. Devo ammettere che ero ancora una bambina quando la prima serie fu trasmessa, ma anno dopo anno il mio affetto verso Brenda, Brandon, Dylan, Kelly, Steve, Andrea, David e Donna ha iniziato a crescere. A quell’età non riuscivo a cogliere i drammi “sociali” che la serie aveva introdotto e non capivo a fondo la novità dei temi delicati che venivano trattati. Ma se ci pensate, sono stati i primi a sensibilizzare il pubblico verso quelle che sarebbero poi diventate le maggiori problematiche che, purtroppo, ancora oggi sono attuali: divorzi, droga, alcol, scommesse, Aids e violenza.

Ma io, come vi anticipavo, ero totalmente presa dal triangolo amoroso Brenda–Dylan–Kelly e soffrivo con Brenda ad ogni rottura e festeggiavo con lei ad ogni riavvicinamento! Tutto ciò accadeva con le note di Chris Isaak: “What a wicked game to play, to make me feel this way. What a wicked thing to do, to let me dream of you…”

Dawson’s Creek. Ebbene sì, è proprio questa la serie che ha segnato la mia adolescenza e mi ha accompagnato durante gli anni del liceo! A differenza dei protagonisti sopra citati, Dawson e i suoi amici raccontavano meno dei temi sociali, quanto delle turbe tipiche dei teenagers: le prime “cotte”, i primi litigi, ma soprattutto il grande dilemma che ruota attorno alla questione se le amicizie possono diventare amori. Non manca nemmeno qui il triangolo amoroso Dawson-Joey-Pacey. Per farvi capire quanto ero presa da questa serie, vi basta sapere che io e la nostra Sara (di collettirosa) ci facevamo gli squilli con il cellulare ad ogni pubblicità e ad ogni momento importante della puntata (e no amici, non esisteva whatsapp e gli SMS si pagavano). Non esagero se scrivo che i nostri cuori battevano forte appena si sentiva la sigla: “I don’t want to wait…” che per la maggior parte delle persone suonava in questo modo: “ uana uana ueiiii”.

Negli ultimi anni del liceo ho conosciuto Sex and the City e, come se già non amassi le scarpe a sufficienza, con Carrie Bradshaw iniziai ad adorarle. In questi anni, mentre le donne erano prese dalle serie Tv sopra descritte, molti maschietti continuavano a riguardare le puntate di MacGyver e, ancora oggi, pensano di saper “aggiustare” delle cose in casa solamente perché hanno guardato tutte le stagioni!!!

Con l’arrivo di Lost e di Prison Break (anni 2004/2005) cambia completamente il concept delle serie Tv. A differenza di quello che succedeva prima, dove ogni puntata aveva un cerchio che si chiudeva, lo spettatore inizia ad avere ansia da quello che sarebbe successo dopo. Oramai iniziava ad avere senso solamente il “finale della stagione” (e tu inizi a sperare che la serie venga rinnovata)! Ad ogni nuova puntata nascono ulteriori sotto-trame che hanno letteralmente il potere di tenerti attaccata allo schermo fino a quando tutti i nodi non vengono sciolti, puntata dopo puntata.

Approdano così sul piccolo schermo Mad Men (2007) e White Collar (2009), che da un lato sono completamente diverse tra di loro, ma entrambe sono caratterizzate da protagonisti con forte personalità. Queste serie hanno il potere di far simpatizzare gli spettatori verso atteggiamenti di dubbia moralità, anche se del tutto consapevolmente. Mad Men è ambientata in America degli anni ’60 dove l’ambizione, l’arrivismo e il nuovo potere della pubblicità fanno da sfondo alle vicende personali di Donald Draper, dei suoi soci e collaboratori.

White Collar, d’altro canto, segue le vicende di Neal, un truffatore, che ha deciso di collaborare con un agente dell’FBI per scontare la sua pena. Il rapporto che sia crea quindi tra i due genera una serie di ambiguità, dove fino alla fine della serie è difficile capire se ciò che predomina è la lealtà o la volontà di imbrogliare l’altro. Da non dimenticare Mozzie, l’amico/collaboratore di Neal, che forse è la vera star di questo “fascino criminale”.

Dal 2010 in poi, cambia nuovamente il concept delle serie Tv ed arriva la vera svolta con il sistema On Demand grazie a piattaforme come Netflix, Amazon Prime, Sky o, in generale, la possibilità di guardare le puntate in streaming. E’ proprio in questo momento storico che viene coniato il termine Binge Watching, che è una vera e propria immersione nella serie Tv, dove si perde la concezione del tempo e si guardano più puntate consecutivamente come una sorta di maratona.

Non posso pertanto non nominare Breaking Bad, che ha tenuto incollati milioni di spettatori come anche Game of Thrones, che ha avuto un seguito senza paragoni, dando origine a un vero e proprio culto.

Sbarcano in questo periodo anche Suits e poi Vikings. La prima, oltre ad aver fatto conoscere al mondo intero Meghan Markle, attuale moglie del Principe Harry e Duchessa del Sussex (emm, no, non sono nemmeno uscita dal tunnel del Matrimonio Reale) ha portato in Tv personaggi e cause legali di grande spessore. Nulla è banale, mentre tutto è strategico. Harvey e Mike, i due protagonisti, sono guidati da forte intuito, conoscenza della legge, ma anche raggiri che molte volte diventano “border line”, ma sempre nel rispetto dei princìpi morali che li contraddistinguono. Vikings invece riporta a galla racconti di vicende oramai lontane, ma sempre affascinanti, dove è evidente una grande cura della ricerca storica, degli usi e costumi e del ruolo della donna.

Recentemente, le serie che hanno spopolato con moltissimi spettatori sono state le seguenti: Stranger Things, Tredici e La casa di carta, che vi consiglio di guardare assolutamente nel caso non aveste già provveduto. Per non rischiare di dilungarmi troppo, spenderò più solo alcune parole per l’ultima dell’elenco.

La casa di carta è stata per me una grandissima scoperta, forse perché non mi ero fatta delle aspettative, nonostante le recensioni positive ed un’impennata delle iscrizioni a Netflix dovuta proprio a questa new entry. Ma devo ammettere che è stata una meravigliosa sorpresa. Più di ogni altra serie vista sino ad ora, ha completamente ribaltato la prospettiva di ciò che è giusto, e ciò che è sbagliato. E mai come prima, ti ritrovi a “tifare” per i criminali che stanno organizzando un colpo alla Zecca di Stato, in maniera a dir poco geniale. Addirittura si sentirà dire da una delle forze dell’ordine che non sa più chi sono i buoni e chi sono i cattivi. E’ una ribellione contro chi detiene il potere, ma con l’appoggio di tutto il pubblico, quello che Il professore (uno dei protagonisti) ha definito effetto Camerun: “in una partita tra Brasile e Camerun, chi vorreste che vincesse? Il Camerun. Se notate, istintivamente, l’essere umano sempre prende le parti dei più deboli, dei perdenti. Quindi se noi mostreremo al mondo le nostre debolezze, le nostre ferite, che siamo sul punto di arrenderci, susciteremo una grande commozione.”

Come promesso, questo articolo non contiene spoiler, pertanto ora lascio a voi i commenti!

Rating: 4.8/5. From 6 votes.
Please wait...