Toccata e fuga a Barcellona

Quando si rientra dalle ferie e si ha davanti un periodo ricco di impegni lavorativi, in cui si rischia di passare più tempo con i propri colleghi che con la propria famiglia, una buona idea è staccare per 48 ore e dedicarsi un ultimo week end fuori porta prima della fine dell’anno.

Il mio, più che un week end fuori porta, è stata una vera e propria fuga fuori dall’Italia e, per essere più precisi, a Barcellona.
Non era la prima volta che andavo a Barcellona, ma ogni volta è come se lo fosse; mentre per il mio compagno di avventure era la prima volta e devo dire che ha apprezzato questa meta.
Barcellona è una città che mi riempie di energia positiva. Non mi è ben chiaro se sia per il fatto che posso parlare spagnolo o per la Sangria de Cava, ma è una vera ondata di positività.

Ma ora ripercorriamo la mia esperienza!
Sveglia all’alba (anche molto prima dell’alba) la domenica mattina in direzione Malpensa dove, alle 6:30, parte un aereo diretto a Barcellona grazie alla compagnia EasyJet, con arrivo previsto (e anche in orario) per le 8.
Una volta atterrati si possono prendere gli Aerebus che portano direttamente in centro in Plaça de Cataluñya così, se l’albergo che avete scelto è lì vicino potete andare subito a posare le valigie oppure, capitasse come nel mio caso dove l’albergo era un po’ più distante, potete usufruire di appositi depositi per bagagli alla modica cifra di 5 € ad armadietto (dentro si possono riporre fino a due bagagli a mano).
https://bagbnb.com/it/deposito-bagagli/barcellona/plaza-de-cataluna/deposito-bagagli-plaza-de-cataluna?dropOff=2018-10-31T08:15:28%2B01:00&pickUp=2018-10-31T14:15:28%2B01:00&bags=2
Dopo la sistemazione dei nostri bagagli è iniziato il vero tour della città.
Per prima cosa: un caffè da Starbucks da bere passeggiando sulla Rambla fino ad arrivare al porto. Dopo aver visto il mare e la spiaggia della Barceloneta, abbiamo deciso di trascorrere la mattinata nella parte antica della città.

 

A pranzo abbiamo potuto assaggiare le Tapas da Bilbao Berria, un locale molto carino dove si può bere la birra Estrella e mangiare piatti tipici locali.

 

https://www.grupobilbaoberria.com/

Approfittando della vicinanza alla Cattedrale abbiamo potuto visitarla nel primo pomeriggio per poi andare a riposarci un po’ prima di cena (non ridete, ci eravamo alzati alle 3 e ho evitato di attivare il contapassi!).

Il nostro hotel distava 3 fermate di metro da Plaça de Cataluñia e si trattava di un hotel nuovissimo, curato nei minimi particolari, con un personale molto gentile e preparato, il quale ci ha dato tutte le informazioni utili per gli spostamenti e su come organizzarci per il giorno dopo.
https://www.booking.com/hotel/es/bestprice-gaudi.en.html?aid=1290429&no_rooms=1&group_adults=2&room1=A%2CA
Alla sera abbiamo deciso di festeggiare (ebbene si, in realtà festeggiavamo il compleanno del mio compagno di avventure!) mangiando paella e bevendo Sangria de Cava. Ammettiamo che di locali ce ne sono tantissimi, ma noi andiamo ad istinto e raramente sbagliamo, e anche questa volta non siamo rimasti delusi da El Rey de la Gamba.

 

Dopo cena abbiamo fatto ancora un giretto senza fare troppo tardi, in quanto il giorno dopo avevamo ancora mille cose da vedere.
La mattina seguente abbiamo potuto fare colazione nel bar convenzionato dall’hotel, semplice ma buona. Dopodiché siamo andati a vedere la Sagrada Familia. Purtroppo non abbiamo potuto visitarla all’interno, ma già il suo esterno colpisce fin dal primo sguardo.


Per vedere comodamente e in modo abbastanza rapido la città, visti i tempi ristretti, un’ottima scelta sono i bus turistici che si fermano nei maggiori punti di interesse.

Park Guell

 
Montjuic

Camp Nou


Questi sono alcuni dei punti dove ci siamo fermati, ma un posto dove fermarsi a mangiare e poter ammirare la città dall’alto è sicuramente Las Arenas. Si tratta di un edificio completamente ristrutturato dove all’interno potete trovare un centro commerciale e, all’ultimo piano, una terrazza a 360° con tutti i ristoranti.

 
Non sembra, ma 48 ore volano quando si hanno tante cose da fare e da vedere. Così, l’ora del rientro è arrivata anche per noi e, come dei “Cenerentoli”, a mezzanotte eravamo già in auto sulla strada verso casa.

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