La Leggenda di ALBALUCE

Mamme e papà (e nonni… e zii…), se non siete proprio astemi, sicuramente conoscete l’Erbaluce.

Scommetto che, però, non tutti sapete della bellissima leggenda legata a questo vino.

Fermi lì! Non vale cercare su Google e poi rispondere 😉

Partiamo da un piccolo cenno storico: l’erbaluce è un vitigno ereditato niente poco di meno che dai nostri antenati Romani, che lo avevano chiamato “Alba Lux”, ossia “luce dell’alba”, proprio per la luminosità dei suoi acini alla luce del sole. Questo tocco di poesia già basterebbe… ma c’è di più!

Preparate della musica romantica in sottofondo, e partiamo.

La leggenda narra che, in un remoto passato, le colline moreniche formate dai ghiacciai fossero abitate dalle Ninfe della Natura, e che queste creature fossero venerate insieme a Sole, Notte, Luna, Stelle e Venti.

Un giorno accadde che la Ninfa Alba, sulla riva di un torrente, vide Sole. E fu amore.

I due però non potevano incontrarsi, rendendo questo amore, di fatto, impossibile.

A salvare i due innamorati intervenne la Luna che decise, al sorgere del Sole, di non abbandonare il cielo ma di restare nella volta celeste, interponendosi sulla rotta del Sole e permettendogli, così, di raggiungere di nascosto la Terra per incontrare la sua amata Alba.

Da quell’incontro, che fu di fatto un’eclissi, nacque Albaluce: meravigliosa creatura dalla pelle di rugiada, capelli lucenti come il Sole e occhi azzurri come il cielo.

Gli abitanti del luogo iniziarono a rendere omaggio alla sua bellezza portandole doni di ogni genere, ma ben presto le risorse del lago divennero insufficienti al sostentamento, e fu necessario ricavare nuova terra da coltivare.

Si scavò, così, un grande canale per far defluire le acque del lago ma, tragicamente, le acque travolsero tutto, seminando morte.

La ninfa Albaluce pianse per il dolore.

“Quelle lacrime trasformano i secchi arbusti in vigorosi ceppi,

da cui s’alzano lunghi tralci

e da essi pendono dolci, dorati,

grappoli di succosa uva bianca.

E’ il dono della Dea ai suoi fedeli.

E’ l’atto di nascita del vitigno ERBALUCE,

generato dalle lacrime di una Dea,

che ha nel cuore i raggi del padre Sole

e la tenera dolcezza dell’Alba,

quella che sorge ogni mattina sul BRIC di Caluso”

Sarò un cuore tenero, ma dopo aver saputo di questa leggenda, non ho più guardato una sola bottiglia di Erbaluce con gli stessi occhi… 🙂

Per chi volesse assistere alla rappresentazione di altre bellissime storie legate a questa leggenda, sappiate che, in occasione del Natale sul Lago di Viverone, l’Accademia dello Spettacolo di Torino delizierà i piccoli visitatori portando in scena (gratuitamente) le avventure di Natale della Ninfa Albaluce.

Per tutti i dettagli, vi invito a visitare il sito: http://www.natalesullago.it/spettacoli

A presto!

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