Il volontariato nel 2019

L’anno nuovo è iniziato e ho pensato che un modo carino per inaugurarlo era quello di parlare dei buoni propositi, ma in modo un po’ diverso. Ognuna di noi ha i propri, ma c’è chi da anni svolge un ruolo attivo nel campo del volontariato: trattasi di una mia amica di lunga data e oggi voglio presentarvela.
Lei è Chiara, una ragazza tutto pepe, che ha deciso di dedicare una parte del suo tempo alla Croce Rossa Italiana, ecco cosa ci ha raccontato.

– Cosa vuol dire per te essere volontaria?
Ricordo che una sera alla domanda “Perché fai il Volontario?” un mio amico rispose: “Lo faccio innanzitutto per me stesso”.
Non nascondo che quella risposta mi fece riflettere molto.
Ecco, credo che per me significhi fare un percorso, e questo percorso mi consente di imparare dagli altri, di superare alcuni miei limiti, di affrontare delle paure, ma anche di vivere dei momenti di spensieratezza insieme ai miei compagni, di incontrare persone e di entrare in contatto con realtà e vite differenti dalla mia.

– Com’è nata questa tua necessità/passione?
Nasce tutto da una fortunata esperienza professionale.
Ho avuto la possibilità di lavorare a tempo determinato presso l’Ufficio Amministrativo del Comitato di Cavaglià.
Conoscere un’Associazione come la Croce Rossa vivendola dall’interno credo non possa lasciare indifferenti. 
Ho lavorato e vissuto in un ambiente estremamente positivo, costituito da persone, ognuna con un bagaglio culturale ed esperienze di vita differenti, che dedicano parte del loro tempo libero ad altri.
Al termine del mio contratto ero stata “contagiata”!
Non sapevo ancora se sarei stata in grado di affrontare questo tipo di volontariato, così vicino alle persone, ma non potevo non provarci e quindi… ci ho provato!

– Da quanto tempo collabori con la CRI?
Sono diventata volontaria il 16 novembre 2016, da due anni!

– In concreto di cosa ti occupi durante i tuoi turni?
Insieme al Gruppo dei Giovani svolgiamo diverse attività di intrattenimento con i bambini e a seconda delle necessità supportiamo le manifestazioni organizzate dal nostro Comitato. Talvolta mi occupo di trasporti ordinari (accompagniamo le persone a fare visite/esami ospedalieri), di assistenza sanitaria agli eventi sportivi, e più spesso, ultimamente, svolgo turni di emergenza (quello che comunemente le persone chiamano “118”).

– Come riesci a conciliare il lavoro con il volontariato?
Non nascondo che non è sempre facile, cerco di organizzare il più possibile il mio tempo libero.
Se posso programmare la mia partecipazione ad alcune attività/manifestazioni lo faccio con anticipo, ma lo faccio con piacere, fa parte del mio quotidiano, pertanto non mi pesa!

– Il volontariato, come viene visto in un’era in cui siamo accerchiati più da legami social che da legami reali?
Dalla mia, ancora breve, esperienza posso dire che le persone che incontriamo quotidianamente durante le nostre attività riconoscono il valore del volontariato, rispettano ciò che facciamo e la nostra divisa. Ci vedono, ci parlano, ci stringono la mano, sanno che ci siamo perché siamo lì davanti a loro.
I social hanno un alto potere comunicativo; negli anni anche un’associazione storica come la Croce Rossa ha rivoluzionato il proprio modo di dare informazioni e raccontarsi, anche questo è un modo per raggiungere le persone.

Ringrazio Chiara per la sua disponibilità a raccontarci la sua esperienza e Daniela Chinea per le splendide foto. Sicuramente molti di voi svolgono altri tipi di volontariato, se vi fa piacere contattateci e ne parleremo insieme.

Rating: 5.0/5. From 4 votes.
Please wait...